IRLANDA

Cenni storici

Se non si conosce la storia del paese si rischia di non capire nulla dell’Irlanda, degli Irlandesi, dei paesaggi che si attraversano, dei monumenti che si visitano, dei villaggi abbandonati che si scorgono qua e là.

 

L’IRLANDA dei CELTI, dal 7000 a.C. al 100 d.C.

Tutto inizia 7.000 anni prima della nostra era a nord di Dublino, quando un popolo rimasto sconosciuto, ma probabilmente originario della penisola iberica, si insedia nella valle del fiume Boyne. I tumuli di Newgrange (circa 2500 a.C.) appartengono a questa civiltà.

Dal V secolo a.C., a ondate successive, arrivano dalla Galizia I Galli e I Celti, che nel I secolo a.C. sono ormai stabilmente insediati nel paese. Sono una popolazione unita dalla stessa lingua e dalla stessa cultura, ma frammentata in una miriade di piccoli reami (fino a 150), sempre in guerra tra loro. Un fatto fondamentale: I Romani non arriveranno mai in Irlanda, che si sviluppera’ indipendentemente dal resto dell’Europa occidentale.

Nel 432 d.C. San Patrizio arriva in Irlanda e, proprio mentre le invasioni barbariche infuriano sul continente, il paese diventa un centro e una roccaforte della cultura cristiana: “l’Isola dei Santi e dei Sapienti”. A questa epoca risalgono gli insediamenti monastici di Glendalough e Clonmacnois, e reperti quali il famoso calica si Ardagh.

I monaci irlandesi percorrono in lungo e in largo l’Europa cupa dell’Alto Medioevo e fondano ovunque monasteri: San Gall a San Gallo in Svizzera, San Colombano a Bobbio in Italia, San Killian a Wurzburg in Germania, e altri ancora fino a Luxeuil e a Kiev. Nel frattempo, negli “scriptoria” irlandesi, altri monaci trascrivono le grandi saghe dei Celti e riproducono I testi sacri in splendidi volumi miniati (Book of Kells). E' l’età dell’oro irlandese e le testimonianze e i reperti di questo periodo sono innumerevoli: libri, oggetti di orificeria, monumenti.

Verso l’anno 800, l’arrivo degli Scandinavi (i Danesi prima, e i Vichinghi poi) segna la fine di questa eta’ dell’oro. Gli invasori si insediano nei dintorni di Dublino e da qui seminano il terrore in tutto il paese. Fortezze, castelli e anche le curiose torri rotonde vengono costruiti per difendersi dalle loro scorribande.

I Monasteri sono devastati, ricostruiti, e poi nuovamente devastati, finchè nel 1014 il re d’Irlanda, Brian Boru, sconfigge i Vichinghi nella battaglia di Clontarf. Nei 150 anni che seguono, i vari clan si combattono ferocemente gli uni contro gli altri, ma nonostante ciò si assiste a un certo “rinascimento” dell’arte e della letteratura irlandesi, testimoniato dalla celebre Abbazia di Mellifont.

 

L’IRLANDA DEGLI INGLESI, dal XII al XIX secolo

Nel 1169, chiamato da un reuccio locale in difficoltà, Enrico II d’Inghilterra invia in Irlanda Richard Strongbow. Nel giro di qualche anno gli Anglo-Normanni occupano Dublino e tutta la regione circostante (da allora detta “Pale”, il recinto) e I grandi feudatari si spartiscono I terreni dell’est e del centro dell’isola. Enrico II diviene sovrano d’Irlanda e I baroni anglo-normanni, tutori dell’ordinamento amministrativo dell’isola, costruiscono chiese e castelli, sviluppano le città e, poco a poco, diventano irlandesi.

Nel 1541, con il trionfo della Riforma in Inghilterra, il protettorato si fa più pesante. Enrico VIII diviene re d’Irlanda e muove guerra all’isola rimasta fedele al Papa. Come in Inghilterra, la Chiesa Cattolica è perseguitata, i monasteri disciolti e soppressi. Quindici anni più tardi inizia lo sfruttamento agricolo e I coloni inglesi protestanti occupano le terre dei cattolici irlandesi cacciati. Tre rivolte vengono domate e gli ultimi nobili irlandesi sono costretti ad abbandonare il paese (la “Fuga dei Conti”).

I due secoli seguenti saranno molto duri: nel 1650 la repressione di Cromwell sconvolge l’isola; nel 1690 la sconfitta di Boyne spazza via l’ultima speranza degli irlandesi, cioè un re cattolico in Inghilterra; dal 1695 al 1725 le leggi Penali privano i cattolici irlandesi degli ultimi diritti loro rimasti.

Una breve schiarita coincide con la Guerra d’Indipendenza americana, ma non può soddisfare gli irlandesi che vogliono molto di più: l’indipendenza del loro paese.

Wolfe Tone cerca di ottenere l’appoggio della Francia rivoluzionaria; Hoche fallisce a Bantry nel 1796, Humbert a Killala nel 1798 (sarà “l’Anno dei Francesi”), e infine Tone si suicida in prigione. Nel 1800, l’Irlanda è unita all’Inghilterra e il Parlamento irlandese viene sciolto.

 

VERSO L'IRLANDA DEGLI IRLANDESI

Paradossalmente, è proprio dando agli irlandesi la possibilità di bloccare i lavori del Parlamento di Londra, a seguito dell’unificazione dei due paesi, che gli inglesi si vedono costretti a mutare la situazione. O’Connell prima, e Parnell poi, ottengono l’emancipazione dei cattolici e una nuova legge agraria che trasforma l’Irlanda in un paese di piccoli proprietari terrieri. Ma nel frattempo una terribile catastrofe si abbatte sul paese: la Grande Carestia. Nel 1846, e di nuovo nel 1847, un parassita distrugge completamente il raccolto delle patate, principale sostentamento della popolazione. Più di 700.000 irlandesi muoiono e 800.000 emigrano in America. L’Irlanda si svuota: la popolazione si riduce drasticamente da 8 milioni a 4, e nel 1914, 4 milioni e mezzo d’irlandesi hanno ormai lasciato il paese.

Nel 1912, il Parlamento di Londra vota la legge per l’autonomia amministrativa dell’isola (Home Rule), ma lo scoppio della Grande Guerra ne ritarda l’applicazione, facendo esplodere lo scontento dei movimenti indipendentisti (Sinn Fein) che, il giorno di Pasqua del 1916, proclamano la Repubblica di Dublino. L’Esercito inglese soffoca la rivolta, ma nel 1919 il Sinn Fein vince le elezioni e guida quindi la lotta armata fino al Trattato di Londra del 1921, con cui l’Irlanda ottiene l’indipendenza, rimanendo “Dominion del Common-wealth”: le 26 contee diventano lo Stato Libero d’Irlanda, mentre le sei contee dell’Irlanda del Nord continuano a far parte del Regno Unito.

Una parte della popolazione rifiuta la divisione dell’isola, sancita dal Trattato, e nel 1922-23 la guerra civile sconvolge il paese. Nel 1032 sale al potere De Valera. Nel 1937 viene votata una nuova costituzione e, nel 1949, gli ultimi legami costituzionali con la Gran Bretagna vengono recisi e l’Irlanda diventa la Repubblica d’Irlanda. Nel 1973, il paese entra a far parte dell’Unione Europea.

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