MONGOLIA

Gengis Khan tra storia e leggenda


Era il centro del pił grande impero del mondo quando Gengis Khan dominava la regione percorrendo con i suoi uomini e con i suoi cavalli l'oriente pił selvaggio. Oggi la Mongolia, con poco pił di 2 milioni di abitanti, č una nazione isolata e difficilmente raggiungibile, č tuttavia percorsa appassionati filantropi in cerca di nuove e forti avventure. I mongoli, per la maggior parte pastori nomadi, grazie a questo loro isolamento hanno saputo conservare usi costumi e tradizioni di un tempo. Da ciņ ne nasce l'infinita disponibilitą della gente versoi turisti e le persone di passaggio.

Marco Polo ne "Il Milione" raccontava di una terra d'oriente abitata da nomadi e abili guerrieri che a cavallo conquistarono il mondo, arrivando fino alle porte dell'Occidente. Era il Regno del leggendario Gengis Khan e del nipote Kubilai... gli eredi di quel mondo vivono tutt'ora seguendo i ritmi dettati dagli spostamenti delle mandrie nelle gher come se il tempo si fosse fermato.



La sua vita
Gengis Khan, che la leggenda indica come il diretto discendente del Grande Lupo Azzurro, mitico progenitore della stirpe mongola, nasce nel gennaio del 1162 nella aimag Hentii, da Esugei "il valoroso", appartenente al clan dei Borjigin, e da Ho' elun, giovane principessa della tribł dei Merkit. Fł battezzato con il nome di Temujin, come un capo tartaro appena ucciso dal padre.

Appena ventisettenne, nel 1189, durante la grande assemblea Generale delle tribł, Temujin grazie anche al sostegno degli sciamani fu proclamato khan dei Mongoli assumendo il titolo di Gengis Khan, "Sovrano Universale". Allora si trovņ a capo di una vasta regione; lo stato Mongolo era ancora diviso in varie tribł. Nel 1206 egli proclamņ la nascita dell'Impero Mongolo, stabilendo come capitale Karacorum. Iniziarono cosģ le guerre contro Russia e Cina.

Fu uno dei pił grandi condottieri della storia, grazie al suo genio strategico seppe conquistare l'impero pił vasto del XII secolo. Morģ il 25 agosto 1227, cadendo durante un trasferimento a cavallo a causa delle ferite riportate, nei pressi di Yinchuan nell'odierna provincia cinese del Gansu. Pare che i suoi resti, che non sono ancora stati rinvenuti, si trovino nelle montagne del Khentii. La leggenda narra che chiunque si fosse trovato ad assistere al passaggio del carro con la sua salma, avrebbe pagato con la propria vita, accompagnando il suo imperatore nel viaggio nell'aldilą. Alla morte del sovrano l'impero mongolo si estendeva dalla Cina fino al Mar Caspio.


Le strategie di guerra
Il pił grande merito di Gengis Khan fu quello di intuire l'importanza di tessere alleanze strategiche con le popolazioni nomadi presenti sul territorio, circondatosi di "anda", fratelli di sangue, con i quali instaurare un rapporto fondato sulla fedeltą assoluta. Riuscģ in tal modo ad ottenere il rispetto da parte del popolo, gettando le basi del suo futuro potere che porteranno alla costituzione dello stato della Mongolia.

Le tecniche e le strategie di guerra da lui impiegate sono ancora fonte di meraviglia per gli esperti. Il segreto dell'affermazione dei mongoli sugli eserciti stranieri stava nella velocitą e nel vigore, comparendo in luoghi distanti centinaia di chilometri in pochi giorni. Un ruolo vincente durante le battaglie era giocato dall'impiego del cavallo, i cavalieri mongoli sono passati alla storia per la loro abilitą in sella e nell'uso dell'arco. Durante l'assedio alle cittą usava cadaveri infetti, che lanciava all'interno della mura, per diffondere il morbo.


La Religione
Si sa che egli credeva fortemente negli spiriti e negli sciamani. La grande tolleranza religiosa dimostrata da Gengis Khan, ha dato origine a forme di sincretismo religioso in cui il buddismo tibetano e sciamanismo si fondono armoniosamente, ispirando la creazione di capolavori d'arte tra cui statue di bronzo, thanka, grandi tele raffiguranti divinitą buddiste, sutra, libretti sacri di preghiera.

 

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