TIBET: la sua gente, i Tibetani

Le millenarie tradizioni, sopravissute nel corso dei secoli nell'altipiano tibetano, stanno radicalmente cambiando a causa dell'immigrazione cinese. La maggior parte dei cinesi in arrivo in Tibet appartiene al gruppo etnico degli Han che, grazie agli incentivi governativi, si sono trasferiti in Tibet per migliorare la loro situazione economico-sociale. Prevalentemente non si occupano ne di politica ne dei tibetani, in quanto i rapporti al di la di quelli ufficiali non sono ben visti. Si è cosi venuto a creare uno sbilanciamento dell'equilibrio naturale che ha messo i tibetani in minoranza nel proprio paese. I veri tibetani vivono in gran parte sparsi nelle praterie o in villaggi, pochi sono quelli che vivono nelle città. Essi sono suddivisi in varie etnie o "clan", tra i più noti ricordiamo i Khampa, i famosi guerrieri del Tibet. Nel corso degli anni parecchie etnie si sono trasferite nei paesi vicini: nel Lhadak indiano e gli Sherpa nel Nepal. La lingua tibetana si distingue in quattro dialetti: quello di Lhasa, del Kham, Amdo e Chamdo.

L'AGRICOLTURA: Oltre il 90% della popolazione tibetana vive di agricoltura o di pastorizia. L'agricoltura è basata sulla produzione d'orzo e di altri cereali e principalmente si pratica nelle valli del Tsangpo, del Brahmaputra e del Yarlunge. I sistemi di coltivazione, tramandati nei secoli da generazione in generazione, si stanno modernizzando grazie all'uso di macchinari agricoli che rendono meno difficoltoso il lavoro nei campi.

I NOMADI: I nomadi tibetani seguono tutt'ora gli antichi ritmi dei loro antenati vivendo ancora nelle tende. Sono dediti principalmente al pascolo di Yak, l'animale simbolo delle catene montuose Himalayane. Alcuni di loro vivono di commercio, scambiandosi il sale, il burro, il riso con altri prodotti non reperibili nelle loro zone.

LA VITA IN CITTA': Nei grossi centri urbani come Lhasa, Tsedang, Shigatse o Gyantse, la gente si occupa principalmente di commercio e di artigianato. Con l'accrescere dei flussi turistici, principalmente lungo la via trans-himalayana, il turismo ha preso una certa rilevanza economica, portando lavoro e nuove opportunità, anche se i servizi offerti non possono considerarsi al livello dei paesi limitrofi. Le grandi città del Tibet stanno cambiando radicalmente aspetto, le vecchie caratteristiche dell'architettura tibetana stanno lasciando sempre più spazio ad edifici moderni e larghi viali, tipici dell'architettura cinese. Lhasa in particolare non varia molto da altre città della Cina. Per quanto riguarda le attuali minoranze etniche, prima dell'invasione era possibile trovare ampi insedimenti di Newar, etnia originaria della valle di Kathmandu e non c'è da stupirsi se camminando per le città ci si imbatte in delle moschee, ogni città dispone infatti di una minoranza tibetana di religione musulmana, gran parte di loro lavorano come macellai, poichè a un buddista tibetano osservante è vietato ammazzare animali.

 

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