Anatolia orientale

 

L’ANATOLIA DEL SUD EST: Il sud-est della Turchia affascina il viaggiatore per la sua ricca storia e cultura. La storia della regione risale all’Età della Pietra, intorno al 7000 a.C. Antiche civiltà si susseguirono su questo territorio a partire da questo periodo: gli Urriti dal 2000 a.C. al 1500, e dal 1200 a.C. in poi gli Ittiti.

I fiumi Dicle (Tigre) e Firat (Eufrate) circondando la terra sacra di Şanli Urfa, l’antica Ur, dove nacque Abramo. Il profeta visse poi a Harran, importante centro storico e culturale della Mesopotamia. Oltre alle vestigia archeologiche si possono ammirare qui anche le rovine di una delle più grandi Università Islamiche.

Attraversando dal sud verso il nord la pianura della Mesopotamia si gode la vista spettacolare del Monte Nemrut. A 2150 metri di altezza è situato il gigantesco santuario funerario del Re Antioco di Commagene. Le città più attraenti e interessanti da visitare in questa regione sono: Diyarbakir, che conserva ancora viva la storia con le sue imponenti muraglie, le più importanti dopo quella della Cina; Mardin, che come un gioiello splende per la sua architettura; e Gazi Antep, città degli Ittiti e grande centro commerciale e industriale.

Il lago diga di Atatürk offre la possibilità di fare vacanze e di praticare sports nautici. Intorno al lago vi sono numerose spiagge. Una vacanza sotto il sole della Mesopotamia sarà senz’altro indimenticabile.

 

DA GAZI ANTEP A MARDIN: Per viaggiare lungo la frontiera meridionale della Turchia, bisogna seguire l’autostrada che collega Gazi Antep, Şanli Urfa e Mardin alla Siria e all’Iraq.

Gazi Antep, (km 685 a sud-est di Ankara) è situata su una grande fertile pianura ove vengono coltivati l’ulivo, il pistacchio e l’uva. Questa città è famosa in tutta la Turchia per i suoi eccellenti pistacchi. L’industria contribuisce pure all’economia locale. La fortezza della città, le cui 36 torri erano state all’origine erette ai tempi di Giustiniano, furono in seguito ricostruite dai selgiuchidi. Il Museo Archeologico, custodisce importanti oggetti dell’epoca neolitica, ittita e romana. La casa hasan Süzer, dell’inizio del XX secolo, è stata restaurata ed ospita attualmente il Museo Etnografico. Gli artigiani di Gazi Antep si sono specializzati nella fabbricazione di oggetti di rame e mobili intarsiati con madreperla. I ristoranti di questa città offrono i migliori “lahmacun” della Turchia, deliziose pizze con carne tritata, spezie ed erbe aromatiche, ed i “baklava”, dolci a base di miele e noci.

Ad ovest di Gazi Antep, la foresta Dülük è l’ideale per belle gite durante il giorno, mentre la notte offre la possibilità di sostare in campeggio. Nella foresta si trova il sito archeologico di Dülük, che risale ai tempi preistorici. A 15 km a sud-ovest di Gazi Antep sulla via Islahiyne si trova Yesemek. Qui un tempo si erano concentrate le scuole di scultura ittita: le 200 opere giunte fino a noi ci rivelano la bellezza dell’arte ittita. In prossimità della frontiera siriana, a 58 km a sud-est di Gazi Antep sulle sponde del Firat (Eufrate), troviamo Kargamiş, un’antica capitale ittita e sito archeologico importante. I ritrovamenti effettuati in questo sito, inclusi alcuni immensi basso-rilievi, sono stati trasportati al Museo delle Civiltà Anatoliche di Ankara. Le rovine di Belkis (Zeugma) si trovano entro i confini di Nizip. La fortezza è ormai il sito di un’antica città che merita una visita per i suoi mosaici risalenti all’epoca romana.

Kilis (l’antica Kilisi), è situata vicino al confine con la Siria, sulla strada tra Gazi Antep e Aleppo. La città conserva numerose opere architettoniche, quali la moschea Ulu del XIV secolo, la moschea Hakcurun del XVI secolo, il complesso di Canbolat, costituito da un mausoleo, una moschea e un hamam, un altro hamam fatto costruire dallo stesso Canbolat nel XVI secolo, e infine la Mevlevihane, centro di dervisci edificato nel XIX secolo, Kilis è famosa per la produzione di lino, seta e pelle. Anche i dintorni della città meritano di essere scoperti: in un paesaggio coltivato a vigneti mescolati ad ulivi, percorrete la strada che collega kilis a Gazi Antep fino ad incontrare il castello di Ravanda, costruito dai crociati e restaurato in seguito dai mammelucchi. Proseguirete poi in direzione nord ovest: a 5 km da Kilis vi troverete di fronte a Kuzeyine (Kuzuini), paragonabile ad un museo all’aperto dove potrete ammirare i resti di un castello, mosaici e rovine che attestano la presenza nel luogo in fasi successive delle culture ittita, romana, bizantina e islamica. A circa 20 km a ovest di Kilis si trova Korus (Kiriz): si tratta di un antico centro romano di cui ci restano le rovine di un teatro, di un tempio e di un castello.

Kahraman Maraş (78 km a nord di Gazi Antep) fu nel XII secolo a.C. la capitale dello stato ittita di Gurgum. Nella fortezza, costruita nel II secolo a.C., si trova il museo della città con la sua bella collezione di sculture ittite. Vale la pena di visitare anche la Moschea Ulu del XV secolo e la Taş Medrese.

Il famoso gelato che qui si produce, reso più denso con gomma arabica e lavorato con una pala di legno, è famoso in tutta la Turchia.

La scoperta del petrolio in questa regione ha fatto prosperare Adiyaman (153 km a nord-est di Gazi Antep). Il Museo Archeologico di Adiyaman custodisce vari oggetti della regione provenienti dal basso Eufrate e che risalgono all’Era Neolitica e Calceolitica. Kilims dai bei colori e di buona qualità sono venduti nei bazar a prezzi ragionevoli. Tra i monumenti possiamo citare le rovine di una fortezza abbaside, restaurata dai selgiuchidi, e la Moschea Ulu del XIV secolo.

A 5 km a nord di Adiyaman si trova Pirin (Perre) e la sua necropoli, con numerose tombe scavate nella roccia, risalente all’epoca romana. Adiyaman e Kahta, sono delle ottime basi per chi intende visitare il Parco Nazionale del Monte Nemrut. In entrambe le città si possono noleggiare mezzi di trasporto. In cima al Monte Nemrut, alto 2150 metri, considerata la montagna alta della Mesopotamia del nord, è situato il gigantesco santuario funerario eretto nel I secolo a.C. dal Re Antioco I di Commagene. L’ingegnosità dimostrata nell’edificare questo tumulo artificiale, fiancheggiato da terrazze dove posano le colossali statue di Apollo, Giove, Ercole, Tyche e Antioco, continua a stupire i visitatori. Il tempo ha purtroppo danneggiato queste sculture: i torsi e le teste così ben scolpiti, staccatisi dai rispettivi tronchi, giacciono attualmente davanti ai loro piedi.

 

Nell’antica Arsameia di Nymphaios, (Eskikale), un magnifico rilievo rappresenta Ercole che saluta Mitridate, Re di Commagene. I letterati del Palazzo Commagene. Dalla parte opposta di questo sito, diviso dal fiume Eski Kahta, si trovano le rovine del Yenikale (Castello Nuovo) costruito dai Mammelucchi.

Altri siti vicini da visitare sono il ponte Cendere dell’epoca romana e Karakuş, con un altro tumulo reale commagene.

Nella grande pianura dell’alta Mesopotamia, a 142 km ad est di Gazi Antep troviamo Şanli Urfa, conosciuta nell’antichità prima come Ur, ed in seguito Edessa, che fieramente conserva le vestigia di tutte le civiltà prosperate in questa regione. Nel II millennio a.C. questa era una città dello stato Urrita. La tradizione riferisce che Abramo era nato qui, in una grotta in prossimità dell’attuale Moschea Mevli Halil. Le frotte di piccioni non sembrano disturbare il più anziano degli uomini che pregano all’entrata della grotta, oggi meta di pellegrinaggio. In cima ad una collina troviamo le vestigia di un castello risalente alle Crociate, con due solitarie colonne corinzie che sorgono tra le muraglie in rovina. Alla base delle colline troviamo la graziosa Moschea di Halil Rahman, edificata vicino ad una piscina nella quale nuota tranquillamente la Carpa Sacra. Le moschee ottomane di Ridvaniye e Firfirli del XVII secolo, anticamente Chiese degli Apostoli, meritano una deviazione dall’itinerario per poterne ammirare i loro bellissimi rilievi. Uno dei migliori musei archeologici ed etnografici della Turchia conserva in questa città importanti oggetti trovati nella regione del basso Eufrate e risalenti all’Era Neolitica e Calceolitica. Per capire lo spirito di Şanli Urfa, fate una passeggiata sotto alle volte del bazar, indugiando nei cortili dei vecchi immobili cercando di reperire il Gümrük Hani ed il Barutçu Hani che sono tra gli edifici più interessanti. Non mancate di visitare la residenza del XVIII secolo di Küçük haci Mustafa Hacikamiloğlu, attualmente restaurata e trasformata in galleria d’arte.

Ritenuta essere la città il cui nome è menzionato nell’Antico Testamento, Harran (48 km a sud di Şanli Urfa) è nota per le sue abitazioni alveolari e perché fu il luogo ove Abramo passò parecchi anni della sua vita. I resti archeologici includono pure le rovine di una delle più grandi Università Islamiche, le mura della città costruite tra il 744 ed il 750, quattro porte e la fortezza. Questa pianura sarà una delle più fertili grazie al progetto “GAP”.

Birecik, a 80 km ad ovest di Şanli Urfa, è situata “a cavallo” del fiume Firat. E’ un buon posto per fare una sosta. Diyarbakir, conosciuta anticamente col nome di Amida, è situata su un altopiano di basalto in prossimità delle sponde del fiume Dicle (Tigri). Le imponenti muraglie di basalto nero che circondano la vecchia città, le conferiscono un aspetto alquanto sinistro. Queste mura, con 16 punti di osservazione, cinque porte, iscrizioni e bassorilievi, sono considerate tra quelle più lunghe del mondo, (5,5km) e rappresentano uno splendido esempio dell’architettura militare medievale. La Moschea Ulu, fatta edificare dal sultano selgiuchide Melik Shah, è notevole per sua forma e per il fatto che, nella sua costruzione, è stato riusato del materiale architettonico bizantino ed anche altro più antico. Il “Mihrab” presso la Mesudiye Medrese è stato costruito con del locale basalto nero. La Moschea Nebii rappresenta uno stile tipico ottomano, mentre la Moschea Safa, con i suoi minareti di mattonelle, evidenzia le influenze persiane. La chiesa Aramaica della Vergine Maria (Meryemana Kilisesi), costruita nel III secolo, tuttora aperta al culto, merita di essere visitata. Per avere un’idea della vecchia architettura locale, vi consigliamo di vedere la casa restaurata dello scrittore Cahit Sitki Taranci. Il caravanserraglio Deliller Han (1527), in prossimità del Ponte di Mardin, restaurato e trasformato in hotel, ricrea l’atmosfera dell’epoca nella quale ospitava le carovane che sostavano a Diyarbakir. Proprio fuori dalle mura della città, vicino al fiume, troviamo la casa di Atatürk, ora diventata Museo. Dal Ponte Dicle, costruito nel 1065 a sud della città potete fare una stupenda fotografia del fiume Dicle e delle mura della città.

A Silvan, situata a 77 km ad est di Diyarbakir, potete fermarvi ad ammirare la graziosa Moschea Ulu (1185) con i suoi delicati rilievi che circondano l’arcata del portale. Çayönü, a(a 65 km da Diyarbakir) una delle più antiche colonie neolitiche recentemente scoperte, risale al VII millennio a.C. Viste da lontano, le pietre color oro con le quali sono state costruite le abitazioni di Mardin si confondono con le rocce delle montagne vicine. Osservandole da vicino, le pietre scolpite e la decorazione delle abitazioni e degli edifici pubblici, ci rivelano che la città è ricca di tesori dell’architettura. Tra questi gioielli possiamo citare l’antica fortezza e molte moschee. La Medrese di Kasim Paşa del XV secolo, si distingue per le sue pietre delicatamente scolpite, la Moschea Ulu dal bellissimo minareto risale all’epoca selgiuchide (XI secolo) e nella graziosa Medrese di Isa Bey del XIV secolo, potete ammirare un portale stupendamente scolpito. Salendo sul tetto, avete la vista fantastica della pianura mesopotamica. Il Museo Archeologico raccoglie ritrovamenti della regione.

Solamente a 7 km ad est di Mardin si trova il monastero Siriaco-Giacobita di Deyrülzaferan, un tempo fiorente centro della comunità religiosa. Vicino a Kiziltepe, la moschea Ulu del XIII secolo ci offre con i superbi rilievi del suo mihrab ed il bellissimo portale uno dei migliori esempi dell’architettura artuchide.

Midyat, (58 km ad est di Mardin) famosa per i suoi oggetti d’argento conosciuti sotto il nome di Telkari, ha molte eleganti case storiche. A 18 km all’est della città, il Monastero Siriaco-Giacobita di Deyrelumur (San Gabriele), tuttora aperto al culto, data dagli inizi del V secolo.

Batman, (133 km ad est di Diyarbakir) è il entro più importante della Turchia per l’estrazione e la produzione del prezioso petrolio grezzo. A 30 km a nord di Batman, il Ponte Malabadi, costruito nel 1147, si stende sul fiume Batman. Non disturbate dal tempo, queste acque pacifiche riflettono ancora il ponte più lungo esistente a quell’epoca, con un solo arco. Due torri di osservazione provvedono alla sicurezza del ponte.

A Hasankeyf (32 km sud-est di Batman) si trovano le rovine della capitale artuchide del XII secolo. I basamenti attualmente visibili del ponte che un tempo si stendeva sul fiume Dicle, e collegava le due parti della città con il palazzo ora in rovina, situato all’interno della cittadella, evocano i fantasmi di una dinastia svanita. Il Mausoleo di Zeynel Bey, XV secolo, decorato con ceramiche turchesi, rivela le influenze persiane. Siirt (192 km a nord-est di Diyarbakir) era una città particolarmente importante ai tempi del califfato abbaside. Tra i monumetni della città, visitate la moschea selgiuchide Ulu del XII secolo, e la Moschea di Asakir çarşi del XIII secolo. A soli 6 km da Siirt, nella città di Aydinlar (Tillo) troviamo il complesso del mausoleo di Ibrahim Hakki, e lì vicino, il Museo di Astronomia privato Ibrahim Hakki, che merita di essere visitato. Siirt produce ottimi pistacchi. Famosi i suoi kilim e le sue coperte in pelle di capra. Şirnak, situata a nord del Monte Cudi (2114 metri), prende il suo nome da una vecchia credenza musulmana secondo la quale l’Arca di Noè si era fermata su questa montagna sacra: Şir = città, Nak = Noè. A 45 km da Şirnak, nella città di Cizre, si presuppone che ci sia la tomba di Noè.

 

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